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giurisprudenza

Cassazione; no alla custodia cautelare obbligatoria per gli scafisti “occasionali”

Gli scafisti occasionali, cioè chi agevola l’immigrazione clandestina in maniera sporadica e senza collegamenti con organizzazioni criminali, non devono essere necessariamente sottoposti alla custodia cautelare in carcere, come invece prevede il pacchetto sicurezza del 2009. Il giudice può invece ricorrere a misure meno afflittive della libertà personale, in base a valutazioni sulle circostanze di fatto.

La Sezioni unite della Cassazione hanno rinviato alla Corte costituzionale la norma del pacchetto sicurezza nella parte in cui non prevede l’ipotesi “che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure” nel caso, appunto, di favoreggiatori dell’immigrazione che agiscono in maniera del tutto episodica.

La Cassazione, con l’ordinanza 16536/11 ha disposto la trasmissione degli atti di un procedimento che riguarda quattro egiziani da tempo residenti in Italia che avevano trasbordato su un gommone, rifocillato e ospitato, nella casa di uno di loro, alcuni clandestini trasportati da un peschereccio di fronte al litorale pontino.

La decisione della Suprema Corte nasce dal ricorso presentato dai  legali dei quattro favoreggiatori occasionali  contro la decisione della custodia cautelare in carcere confermata dal Tribunale della libertà di Roma il 3 novembre 2010, con la quale era stato rigettato anche il dubbio di incostituzionalità della norma che, secondo il tribunale, trovava il suo fondamento di fronte a un reato che provocava “allarme sociale”.
La Cassazione ha ricordato che l’emissione della misura cautelare “non può essere giustificata né dalla gravità del reato né, tanto meno, dall’esigenza di contrastare situazioni causa di allarme sociale”, in quanto tra le finalità della valutazione della custodia preventiva l’aspetto rilevante è quello della idoneità “della misura a soddisfare completamente le esigenze cautelari”.

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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