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giurisprudenza

PROVE – PERSONA INFORMATA SUI FATTI – REGISTRAZIONE DEL COLLOQUIO CON LA POLIZIA GIUDIZIARIA – UTILIZZABILITA’.

SENTENZA N. 2829 UD. 15 DICEMBRE 2005 – DEPOSITO DEL 24 GENNAIO 2006

La registrazione di colloqui tra la polizia giudiziaria e le persone informate sui fatti non costituisce attività
d’intercettazione in senso tecnico e quindi non soggiace alla disciplina degli artt. 266 e seguenti c.p.p., perché
proviene da uno dei soggetti che ha partecipato alla conversazione. Essa integra una modalità di documentazione
fonica, che non lede alcun principio costituzionale pur quando è realizzata in modo occulto, perché la
Costituzione tutela la libertà e la segretezza delle comunicazioni ma non la loro riservatezza. Ne consegue che la
prova così documentata, se confligge con il divieto probatorio di cui all’art. 195, comma 4, c.p.p. nel giudizio
dibattimentale, risulta pienamente utilizzabile, invece, nel giudizio abbreviato, perché in quest’ultimo l’imputato
accetta che siano valutati gli elementi informativi raccolti al di fuori del contraddittorio tra le parti.

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Informazioni su Avvocato Michele Pansera

Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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