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giurisprudenza

624 bis c.p. (ipotesi di furto in abitazione)

L’Art. 624 bis c.p. prevede che “chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in un altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da € 309 a € 1.032”. Il secondo comma stabilisce poi che “alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui […], strappandola di mano o di dosso alla persona”

Note.

In materia di furto non è sufficiente ad integrare il reato di cui all’art. 624-bis c.p. la condotta del soggetto che, anche prima del compimento dell’azione criminosa, aveva libero accesso ai locali oggetto del furto, stante l’assenza dell’elemento fattuale dell’introduzione “invito domino” nell’immobile altrui, richiesta dalla legge.

L’assenza di prova in ordine ad un ingresso illegittimo in una abitazione (o luogo equiparato), ad un accesso furtivo (con o senza uso di violenza su cose o persone) ovvero ottenuto grazie al consenso carpito con l’inganno, dovrebbero, a rigor di logica, ritenere non realizzato il reato p. e p. dall’art. 624-bis c.p.

Si segnala, ancora, come l’art. 624-bis c.p. sia da considerare figura autonoma e non una aggravante (aggravanti visto che sono contemplate due ipotesi: furto in abitazione e furto con strappo) del reato di furto.

L’art. 624-bis cod. pen., furto in abitazione e furto con strappo, prevede autonome figure di reato e non circostanze aggravanti del furto semplice. Annulla con rinvio, App. Roma, 04/07/2008. (Cass. pen. Sez. IV, 14/10/2009, n. 43452)

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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