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giurisprudenza

Istanza ingiusta detenzione, documenti allegati, termini, procedimento.

Chiunque, durante il corso di un procedimento penale, ha subito una custodia cautelare dimostratasi ingiustificata per assoluzione, proscioglimento o archiviazione del procedimento a suo carico, può presentare istanza alla Corte di Appello, del distretto dove lo stesso si è celebrato, per ottenere una equa riparazione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’art. 314 e 315 c.p.p.. entro un tetto massimo di euro 516.456.
La domanda deve essere presentata dall’interessato o da un suo difensore munito di procura speciale, entro 2 anni dall’irrevocabilità della decisione conclusiva.
Alla stessa dovranno essere allegate:
• 7 copie dell’istanza;
• Fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale;
• Sentenza di assoluzione con l’attestazione di irrevocabilità, o decreto di archiviazione con richiesta del p.m., o sentenza di non luogo a procedere;
• Ordinanza di custodia cautelare;
• Verbale di interrogatorio reso a seguito dell’arresto;
• In caso di detenzione in arresti domiciliari allegare anche copie dei verbali di arresto e di scarcerazione;
La documentazione allegata potrà essere prodotta in carta libera e per la loro richiesta non è dovuto alcun diritto di cancelleria.
Si potranno allegare tutti quegli atti, sia del procedimento penale che di altra natura, utili a dimostrare il danno subito, o che il ricorrente non ha concorso a dar causa alla sua carcerazione.
Sull’istanza decide in camera di consiglio la sezione quinta penale della Corte di Appello. Per la citazione delle parti e per la notifica del provvedimento provvede la cancelleria.
Per chi non è abbiente è possibile presentare istanza di ammissione al gratuito patrocinio ai sensi del D.P.R. n.115/2002.
Se la persona che ha subito una ingiusta detenzione è deceduta l’istanza potrà essere presentata dagli eredi.

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Informazioni su Avvocato Michele Pansera

Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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