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giurisprudenza

Legge Pinto, irragionevole durata di un processo

Con il decreto legge del 22 giugno 2012 n. 83, poi convertito nella L. 134/2012 cambiano le regole ed il procedimento per la Legge Pinto (L. 89/2001). La Legge Pinto consente di ottenere una equa riparazione a tutti coloro che abbiano subito un danno patrimoniale e non patrimoniale da un processo che sia durato “ingiustamente” oltre limiti ben stabiliti.

La riforma introduce  parametri fissi sia sul quantum risarcitorio che sui tempi di durata ragionevole del giudizio. Il giudice potrà liquidare una somma compresa tra 500 euro e 1.500 euro, per ciascun anno o frazione di anno superiore a sei mesi, che eccede il termine ragionevole di durata del processo. In ogni caso la somma non potrà mai essere superiore al valore della causa. Invece il danno sarà considerato integrato ed esistente solo se risultino superati i sei anni di durata del giudizio (tre anni in primo grado, due in secondo e uno nel giudizio di legittimità). Il ricorso, pena la decadenza, può essere proposto esclusivamente entro sei mesi dal provvedimento giudiziale definitivo che conclude il procedimento, e non sarà più possibile invocare l’equa riparazione in pendenza di giudizio.

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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