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giurisprudenza

Responsabilità penale per la raccolta di scomesse senza autorizzazione. Casi di esclusione.

Riassumiamo citando le parole della Cassazione, “è fuori dubbio che limiti ingiustificati sono esistenti nei confronti delle società quotate che hanno sede nei Paesi membri e che non hanno potuto partecipare alle gare per l’attribuzione delle licenze sebbene fossero in possesso delle necessarie forme di autorizzazione che il Paese ove sono stabilite richiede per la gestione organizzata di scommesse in ambito nazionale e europeo. Parimenti, limiti ingiustificati sono esistenti nei confronti delle persone operanti in Italia che sono escluse dal rilascio delle autorizzazioni ai sensi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, art. 88 per il solo fatto di che la richiesta di autorizzazione sia finalizzata all’attività di raccolta delle scommesse per conto delle società quotate e prive di concessione, menzionate al punto che precede”.
Ne consegue, secondo i giudici di Piazza Cavour, che è da ritenersi non sussistente il reato p. e p. dall’art. 4, commi 1 e 4 bis, L. 401/89 e, in ossequio al principio di legalità di cui all’art. 25 Cost., deve disporsi l’assoluzione con formula piena, nei confronti di quei soggetti che operano, nel nostro Paese, per conto di società quotate, aventi sede legale in Stati membri dell’Unione Europea, ove tali società siano state escluse dalla partecipazione alla gara per l’aggiudicazione delle concessioni, in Italia, per la raccolta di scommesse, ma che siano autorizzate, per l’esercizio della medesima attività, nel rispettivo Paese di provenienza.
Allo stesso modo, deve escludersi la responsabilità penale in capo al soggetto che si limiti, tramite postazione internet, a fornire il supporto tecnico per l’inoltro dei dati, dallo scommettitore al concessionario, in tal modo rimanendo estraneo al rapporto di scommessa (ad esempio quando il soggetto imputato si limiti a trasferire materialmente sul terminale quanto il giocatore gli detta, senza interferire nelle scelte di gioco di quest’ultimo).

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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