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giurisprudenza

Non basta la quantità per escludere l’uso personale di droga.

Non si può ritenere sussistente il reato p. e p. dall’art. 73 D.P.R. 309/90 argomentando esclusivamente sulla quantità della sostanza stupefacente rinvenuta.In merito ai reati concernenti l’uso, la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, non è la difesa a dover dimostrare l’uso personale della droga detenuta, sì da poter beneficiare delle sole sanzioni amministrative previste dall’art. 75 del T.U. degli Stupefacenti (D.P.R. n. 309 del 1990),bensì l’accusa che è tenuta a provare la detenzione della droga per uso diverso da quello personale.

In materia di stupefacenti, l’art. 73, comma 1 bis, lett. a), D.P.R. n. 309/1990 indica alcuni elementi sintomatici sulla base dei quali apprezzare la destinazione ad “uso non esclusivamente personale” di sostanze stupefacenti. Gli stessi non sono sintomaticamente autonomi, quindi l’accertamento di uno solo di essi non è sufficiente per ritenere penalmente rilevante la condotta di detenzione; conseguentemente, pur in presenza di quantità non esigue o di confezioni plurime, ovvero di entrambe le situazioni, valutando “le modalità di presentazione” e/o “le altre circostanze dell’azione”, il giudice ben potrebbe ritenere un uso strettamente personale. (Cass. pen. Sez. IV, 06/04/2011, n. 33301)

Quindi, appare ragionevolmente demandata al Giudice  la valutazione, caso per caso e, conseguentemente, l’indicazione della presenza di elementi che potrebbero rappresentare una detenzione destinata alla vendita.A titolo esemplificativo ciò potrebbe essere desunto dal ritrovamento di strumenti di pesatura, dal confezionamento in singole dosi, dal ritrovamento di agende e taccuini contenenti nomi degli acquirenti ed i rispettivi pagamenti, dalla provata indisponibilità economica del possessore dello stupefacente, ecc.

Ed è la Pubblica Accusa, quindi il P.M. procedente, a dover fornire l’indicazione di tali elementi sintomatici.

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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