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giurisprudenza

Atti osceni in luogo pubblico – Imputata vittima del delitto di riduzione in schiavitù – Stato di necessità ex art. 54 c.p. – Sussistenza

“Non è punibile per il reato di atti osceni in luogo pubblico l’imputata allorché, al momento del fatto, la stessa era vittima del delitto di riduzione in schiavitù, di prostituzione coatta e di altri gravi delitti contro la persona … e quindi aveva posto in essere l’atto contestato … in uno stato di necessità ai sensi dellìart. 54 c.p.”

Così si è espressa la Corte Suprema di Cassazione  – Terza Sezione Penale – con la sentenza n. 40270 del 16/07/2015, rilevando come l’accertamento dello stato di prostituzione coatta, accertato con sentenza passata in giudicato, ed il derivante stato di pericolo nel quale la donna si trovava per la condizione di assoggettamento continuo avevano, certamente, eliminato la capacità di autodeterminazione della donna con la conseguenza che la condotta di atti osceni in luogo pubblico non era certamente evitabile, vista l’attività di prostituzione in strada, essendo le modalità di esercizio del meretricio ordinate ed imposte dagli sfruttatori e non potendo la donna scegliere luoghi riservati ove esercitare la prostituzione coatta.

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Avvocato penalista. Ordine degli Avvocati di Catania.

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